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Ippocrate di Kos - Il Padre della Medicina

Ippocrate nasce a Kos nel 460 a.C. da una famiglia aristocratica e celebre per la sapienza medica e per i servigi resi alla Patria. Di questo personaggio realmente esisitito e che fondo’ le basi della medicina non si hanno molte informazioni e a tutt’oggi non ci e’ dato nemmeno sapere quanto effettivamente visse. Ebbe un’ottima educazione, specie nell’arte medica che gli venne tramandata direttamente dal padre e che egli stesso successivamente tramando’ ai suoi figli maschi.

Ippocrate fondo’ a Kos la Scuola della Medicina, un’arte che prima di lui veniva solo tramandata di padre in figlio. La Scuola di Medicina di Kos insegnava che la malattia non è un intervento divino, come si poteva credere fino a quel tempo, bensì una causa naturale, un disequilibrio tra la parte fisica del corpo e quella psicologica della mente. Si inizio’ dunque a dare alle malattie una spiegazione, una causa, una terapia ed una possibile guarigione comportando cosi’ la sparizione mano a mano di esorcisti, maghi e ciarlatani vari.

Ippocrate, dopo la morte dei genitori, lasciò Kos ed inizio’ un lungo pellegrinare che lo condusse prima in Tessaglia, mitica terra degli Asclepiadi (i discendenti del Dio della medicina Asklepio), dove accrebbe la propria cultura; presto’ la sua opera in Macedonia, dove guari’ da presunta tisi il re Perdicca; fu chiamato in Tracia per guarire il filosofo Democrito afflitto da una perenne risata delirante; attraverso’ il Peloponneso e numerose altre regioni del mondo antico che conobbero il suo nome e la sua arte.

Oltre al Giuramento dei Medici scrisse numerosi altri testi sulla medicina conosciuti come Corpus Ippocraticum. Probabilmente questi testi hanno più autori, tuttavia vengono attribuiti al grande Ippocrate. Morì a Larissa, in Tessaglia, tra il 375 ed il 355 a.C., quindi molto vecchio ( tra gli 85 ed i 105 anni d’età ) quando all’epoca l’età media non arrivava ai 50 anni. La leggenda narra che sulla sua tomba c’era sempre uno sciame d’api il cui miele aveva virtù terapeutiche. Dopo la sua morte sorse un vero e proprio culto di Ippocrate ed il suo nome fu accostato ad Asclepio, il grande Dio guaritore.

In tutte le raffigurazioni Ippocrate viene sempre riprodotto con un bastone sul quale è avvolto un serpente. Tale bastone e’ il simbolo di Asclepio e delle arti della medicina in quanto unifica le virtù del serpente, il cui cambiamento della pelle simboleggia la rinascita e la rigenerazione, con la verga, ossia lo strumento che rappresenta l'azione dell'uomo nel somministrare le cure.

Oggi un ramo medico segue la linea di Ippocrate unendo il progresso e le scoperte moderne al codice principale dell’etica medica. Purtroppo il Giuramento di Ippocrate viene spesso sottoposto ad alternazioni moderne per avvicinarlo agli standard odierni. Naturalmente ognuno è libero di prestare il giuramento nel modo a lui più vicino ma allo stesso tempo le opere storiche non devono essere alterate ma  apprezzate nella loro dimensione temporale.