Kos

it / Guide / Kos / Storia

La Storia dell'isola di Kos

La storia dell'isola di Kos ha visto una serie di periodi di grande progresso, gloria e fama ma anche di invasioni, colonizzazioni sofferenza e schiavitù; nel bene e nel male tutto cio' ha lasciato un'impronta che l’isola di Kos custodisce e che si manifesta in diverse sfaccettature.

Gia' nel 3000 a.C. , durante l'Età del Bronzo, le isole greche erano abitate da piccole comunità che vivevano di pesca e agricoltura e trovavano rifugio nelle grotte. Cio’ e’ stato potuto accertare anche nella zona di Kefalos, a 30 Km dalla citta’ di Kos, grazie alla scoperta della grotta Aspri Petra dove gli scavi e le ricerche degli archeologi hanno riportato alla luce diverse testimonianze della vita quotidiana ed alcuni graffiti ancora visibili sulle pareti della grotta.

Tuttavia, le prime vere e proprie civiltà che si svilupparono sul territorio greco furono quella Minoica (2000 a.C.) alla quale Kos, come le altre isole dell’Egeo, era strettamente legata da traffici commerciali e, successivamente, quella Micenea. Entrambe le civiltà incisero in maniera determinante sull’evoluzione e sul destino della maggior parte delle isole greche.

Con la catastrofica ed ancora enigmatica distruzione di Creta e la conseguente sparizione della civiltà Minoica, ebbe inizio nel continente ellenico l’eta’ Micenea. Oltre a Micene vennero fondate diverse citta’ le quali erano costantemente in guerra tra loro per l’egemonia territoriale di quella regione che oggi conosciamo come Peloponneso. Fu solo in occasione della grande guerra contro Troia che le varie citta’ micenee riuscirono a stringere un’alleanza la quale indubbiamente incise in maniera determinante sulla vittoria definitiva di Micene.

A tale mitologica guerra parteciparono anche Kos, Kalymnos, Nisiros, Karpathos e Kassos con l’invio di 30 imbarcazioni. Nonostante la vittoria, la guerra di Troia fu devastante sia per Micene che per tutte le altre citta’ le cui popolazioni videro l’inizio di un’ epoca “buia” di grande carestia e poverta’ ; tale periodo coincide con l’avvento delle popolazioni Doriche e viene denominato “Medioevo Greco”!

La Grecia, a differenza di altri paesi, è sempre stato un territorio privo di risorse, come l’acqua stessa, e poco fertile. Cio’ ha comportato notevoli difficolta’ per la costruzione di strade e collegamenti che permettessero di avviare e sviluppare i commerci.Fu proprio durante questa fase di depressione che i Greci iniziarono a comprendere che l’unica risorsa alla quale si potevano affidare per la sopravvivenza era il mare e la posizione strategica vicino all’Egitto, la Siria e ai piu’ importanti porti commerciali del Mediterraneo.

Cio’ li condusse a spostarsi dal Peloponneso e ad emigrare verso le isole dell’Egeo e le coste dell’Asia Minore dove fondarono, proprio davanti a Kos, una citta’ destinata a divenire tra le piu’ importanti dell’antica Grecia : Alicarnasso. Questa, insieme all'isola di  Rodi e  Kos, costitui’ un’alleanza, non solo commerciale ma anche militare e politca, denominata Hexapoli che le condusse in breve tempo ad acquisire una posizione dominante sulle altre isole dell’Egeo.

La colonizzazione dei Greci, intanto, prosegue dirigendosi verso le coste dell’Africa, dell’Italia, della Spagna e di tutto il bacino del Mediterraneo, portando con sè il modello della città greca oltre al culto della mitologia, raccolta e scritta per la prima volta in alfabeto greco da Omero intorno all’anno 1000 a.C.

La civilta’ Greca inizio’ cosi’, mano a mano , a riconoscersi in una sola lingua, una religione e in un modello di città avente il medesimo sistema politico e commerciale. Anche gli abitanti di Kos insieme alle nuove popolazioni arrivate sull’isola, attratte dalla fertilita’ della terra e dalle possibilita’ che offriva, si adeguarono a questo nuovo esempio e intorno al 700 a.C. fondarono la prima capitale nella zona dell’odierna Kefalos, Astipalya ( luogo di nascita di Ippocrate).

L’isola di Kos comincio’ a svilupparsi e popolarsi sempre di piu’ organizzandosi secondo il modello della città “Acropoli” costruita sulla collina di Zini, un punto molto strategico e ben protetto.Nel VI sec.a.C., ad Atene, Solone istituisce il “senso di Democrazia” riconoscendo il diritto di voto al popolo. Seguendo l’esempio ateniese, Kos, nel corso dei secoli, si evolve dedicandosi all’edificazione di quei luoghi caratteristici del mondo greco come il Teatro e l’Agora, il centro politico, sociale e commerciale di ogni cittadino.

La svolta decisiva per Kos avvenne col disastroso terremoto del 366 a.C. che distrusse l’antica citta’ di Astipalya e spinse gli abitanti, impauriti dall’ira degli Dei, verso l‘altra parte dell’isola se non addirittura a spostarsi nelle isole vicine. La nuova città venne edificata proprio dove oggi sorge Kos città ed era molto più grande di quella odierna; secondo alcuni storici la popolazione superava i 100 mila abitanti. Si sviluppò molto velocemente tra il periodo Classico e quello Ellenistico sfruttando le risorse naturali e la vicinanza ad Aliccarnasso.

Divenne una città prosperosa, ricca, autonoma e, grazie all’importante porto e ai traffici con le isole limitrofe, arrivo’ a costituire uno degli snodi commerciali piu’ rilevanti dell’Egeo. Al centro della città di Kos venne costruita una bellissima piazza con il tempio di Afrodite e di Ercole, circondata da negozi dove si potevano trovare prodotti provenienti da ogni angolo del mondo fino ad allora conosciuto: preziose sete orientali, cosmetici egizi, oro, argento, perle.

Vennero costruiti teatri, il ginnasio, la palestra, l’ospedale, diversi templi, i bagni termali e addiritura i bagni publici; le case in pietra delle zone residenziali erano decorate con mosaici stupendi. Kos, a quell’epoca, rappresentava appieno l’esempio della città greca in tutto il suo splendore. A Kos città si puo’ camminare sulle orme di Erodoto di Alicarnasso (padre della storia), Gerone ed Epicarmo (scrittori), Apelle (pittore), Praxagora (anatomista), Critomedo (il medico di Alessandro Magno) e del grande Ippocrate.

Questo periodo fiorente fu anche carraterizzato da cambiamenti politici che tuttavia non ne ostacolarono il progresso. Dopo la sconfitta di Atene nelle Guerre del Peloponnenso, Kos venne conquistata dai Persiani ed il suo Re Mausolo di Karia ma poco dopo passo’ sotto l’egemonia dell’Impero Macedone di Alessandro Magno. Molte testimonianze di questa epoca prosperosa si possono ancora ammirare grazie alla Scuola di Archeologia Italiana ed altri archeologi che hanno seguito il loro lavoro (consulta il capitolo Visita Kos Città ).

Nel I secolo a.C. viene conquistata dai Romani diventando una loro provincia e perdendo la propria autonomia. Durante questo periodo fu visitata dall’Apostolo Paolo, il quale parlò alla popolazione della nuova religione proprio sotto l’albero di Ippocrate. Con l’ufficializzazione del “Credo Cristiano” e la divisone dell’Impero Romano incomincia il periodo Bizantino. Il commercio continua a prosperare ma molte cose iniziano a cambiare, a partire dalla demolizione di molti edifici pagani sostituiti da chiese cristiane.

Intorno al 400 d.C. altri terremoti distrussero l’isola di Kos; fatale fu un maremoto che porto’ via quasi tutta l’antica capitale e la seppelli’ sotto le proprie rovine. Da questo disastro Kos non si riprendera’ fino ai giorni nostri. La popolazione diminuisce e il nuovo centro dell’isola venne spostato a Pyli, dove oggi si trova la Fortezza Bizantina, lontano dal mare ma in un punto strategico sotto la montagna per prevenire gli attacchi dei pirati.

Durante il periodo Medioevale l’isola di Kos, ormai quasi disabitata, cadde facilmente sotto il controllo dei Genovesi e dei Veneziani dai quali venne sfruttata come colonia commerciale. Nel 1306 viene conquistata dai Cavalieri di San Giovanni, oggi conosciuti come Cavalieri di Malta o Cavalieri Ospedalieri, un ordine monastico-militare inviato in Terra Santa dalla Chiesa Cattolica per proteggere i pellegrini e offrire assistenza. Dopo la caduta di Gerusalemme, i Cavalieri si spostano verso Cipro e il Dodecanneso per bloccare il passaggio dell’Islam verso l’Europa.

A Kos, come in altre isole, costruiscono enormi fortezze in grado di respingere piu’ volte l’esercito Ottomano.Nel 1522 il Sultano Solimano, detto “Il Magnifico”, si abbatte sul Dodecanneso con 200 mila uomini ai quali i Cavalieri si arrendono, rifugiandosi a Malta e abbandonando la popolazione al proprio destino. L’Impero Ottomano governò l'isola di Kos per circa 400 anni.

Fu un periodo molto difficile per gli abitanti, i quali, anche se ottennero alcuni privilegi come il libero commercio, furono costretti a nascondere la propria identità e a pagare ingenti tasse al Sultano.Con la fine dell’Impero Ottomano e l’arrivo degli Italiani nel 1912 come forza liberatrice, si apri’ un nuovo capitolo di speranza per gli abitanti, i quali , pero’, si dovettero confrontare con l’idea di Mussollini di italianizzare l’intera colonia del Dodecanneso.

Nell’Aprile del 1933 un altro terremoto distrusse completamente l’isola Kos e la città venne ricostruita secondo il modello “italiano” come testimoniano i molti edifici che oggi circondano Piazza della Liberta’. Durante la ricostruzione vengono riportati alla luce anche numerosi resti dell’antica città, sepolta 1500 anni prima.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale venne occupata dai Tedeschi per quasi due anni ; un’occupazione breve, se paragonata alle altre, ma al contempo molto difficile per tutta la popolazione, soprattutto per la comunità Judaica che viene quasi completamente sterminata. Alla fine della Guerra divenne un protettorato militare britannico, come il resto delle isole del Dodecanneso. Kos viene ufficialmente unificata alla Grecia il 7 marzo 1948.

Richiedi la guida scaricabile dell'isola di Kos. Tutto su Kos-cose da visitare, la storia, curiosità, dove mangiare e divertirsi a Kos. Compila il form di richiesta a sinistra!