Bodrum

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La Storia di Bodrum - antica Alicarnasso

Possiamo affermare che le prime popolazioni nella zona dell'odierna penisola di Bodrum risalgono ad oltre 5000 anni fa e che la sua vicinanza a numerose grandi civiltà l’ha resa un luogo che da sempre affascina i visitatori. Le popolazioni dell’Età del Bronzo vivevano in piccole tribù sparse lungo tutta la penisola. Nell’area di Bodrum la maggior parte dei resti risalenti a quell’epoca sono concentrati intorno al Castello dei Cavalieri che al tempo era un’isolotto conosciuto come Zephyra. L’odierna Bodrum venne chiamata Halikarnassos dagli Antichi Greci e, ufficialmente, fu fondata dai Dori intorno al 900 a.C. sulla costa di Caria, una delle provincie dell’Anatolia davanti al Golfo di Kos e Gokova.

Le teorie sulle origini della fondazione della città sono tuttavia diverse e a volte contrastanti tra loro; sicuramente la sua nascita fu in parte dovuta alla colonizzazione delle città greche di Argos e Trozen. In ragione del suo porto ben protetto e strategicamente posizionato, nonchè della particolare fertilità della regione, Alicarnasso divenne ben presto un importante centro commerciale come anche le vicine città greche di Efeso e Knido; fece parte dell’hexapoli dorica insime a Kos e Rodi, un’unione commerciale e militare che portò prosperità e ricchezza. Si stima che durante il periodo antico la città fu abitata da più di 150.000 persone. Uscì dall’unione con le città greche per uno screzio scaturito durante i giochi dedicati ad Apollo, in quanto il premio vinto venne portato in città invece che al santuario del Dio.

Da allora fu governata dalla locale dinastia dei Ligdamidi che in parte portò avanti il modello della città greca, ma al contempo optò per un regime dittatoriale completamente diverso dalla democrazia greca. Nel 540 a.C. cadde sotto il dominio dei Persiani i quali, tuttavia, riconobbero l’esistenza della Dinastia. A questa famiglia appartenne il famoso Re Mausolo (377-353) che si distinse come genio politico e militare e per l’impegno architettonico nei confronti della capitale del suo regno dotandola di mura, porti e templi. Durante questo periodo storico la città divenne una delle più grandi del mondo d’allora. Dopo la morte di Mausolo il suo posto venne preso dalla sorella, nonché consorte, Artemissa che partecipò come unica donna alla battaglia di Salamina combattendo contro i Greci.

Con l’ascesa dell’Impero Macedone e la sconfitta dei Persiani, i successori di Mausolo tentarono di far sposare una delle sue figlie con Alessandro il cui padre Filippo negò il permesso. Nel 334 a.C. la città fu conquistata da Alessandro Magno dopo un assedio fortissimo dal quale ne uscì devastata. L’esercito macedone, infatti, distrusse tutti gli edifici tranne la tomba monumentale di Mausolo. Per restituirle l’antico splendore Alessandro diede il potere nuovamente alla famiglia di Ligdamidi, e precisamente alla principessa Ada, ordinò e finanziò molte opere architettoniche in stile ellenistico che riportarono magnificienza alla città che Alessandro considerava greca.

Seguì, dal II secolo a.C., la dominazione Romana che garantì ad Alicarnasso, e a tutta la nuova provincia dell'Asia, la prosperità ed una relativa pace per almeno tre secoli creando le condizioni ideali per la diffusione del cristianesimo (San Paolo percorse tutta l'Anatolia diffondendo il messaggio di Cristo). Incomincia il periodo Bizantino con capitale Costantinopoli, l’odierna Istanbul; si sa ben poco di Alicarnasso durante quest’epoca, anche in considerazione delle distruzioni dovute ai numerosi terremoti e ai saccheggi dei pirati

Nel 1071 d.C. la città cadde nelle mani dei turchi, ma venne riconquistata dai cristiani durante le crociate dai Cavalieri dell’ordine di San Giovanni i quali costruirono il loro castello sull’isolotto di Zephya. Alicarnasso divenne così la seconda città più importante dell’Europa orientale, regione quasi completamente in mano turca. Il castello fu dedicato a S. Pietro e chiamato Petronion (in greco) o Petronium (in latino); divenne un simbolo monumentale dell'unità dell'Europa cristiana contro il potere crescente degli Ottomani.

Nel 1522, con l'arrivo di Solimano il Magnifico e la caduta delle Isole del Dodecaneso e di Alicarnasso in mano Ottomana, i Cavalieri di S.Giovanni furono costretti a riproteggere prima a Rodi e successivamente a Malta. Dopo aver conquistato la città gli Ottomani cominciarono a chiamarla con il nome del castello; avendo tuttavia difficoltà di pronuncia, l'originario Petronium divenne prima Petrum, poi Potrum ed infine Bodrum.

Nel corso dei secoli l'Impero Ottomano si avviò ad un lento declino fino a disgregarsi dopo la sconfitta della prima Guerra Mondiale cui seguì l’ascesa al potere di Mustafa Kemal, Ata Turk, il padre di tutti i Turchi. Durante la guerra dell‘Indipendenza Alicarnasso fu occupada per un breve periodo dall’esercito Italiano per poi passare al nuovo stato della Turchia insieme a tutta la costa dell’Asia Minore. Scelta politica difficile che ebbe gravi conseguenze soprattutto per la numerosa popolazione greca che viveva da secoli lungo le coste di questa regione.